lunedì 21 maggio 2018

N. PARDINI LEGGE: "DI NONNI E NONNE" DI MARCO DEI FERRARI



Marco Dei Ferrari,
collaboratore di Lèucade

Il tempo passa, fugge, ignora, tormenta; il tempo scardina porte e finestre, arrugginisce gli animi, abbraccia, sgraffia, schiaffeggia, annulla; il tempo ricama, batte l’ora, fiorisce e sfiorisce, ti porta su strade polverose che sanno di miele, di uva passita, di fragole rosse, e di fosse che dicono al sole di rane che cantano al cielo. Il tempo. Sì, proprio lui, che, coi suoi denti affilati, sbrana volti e misteri, amori e passioni, lapidi  e  suoni. Fenollosa Ernest Francisco afferma che “La poesia è l’arte del tempo”; mentre Alfredo Panzini  definsce i poeti “simili al faro del mare”. Guardano lontano e si sperdono nell’orizzonte. E questa poesia di Marco segue le direttive di un pensiero morbido e duttile, franco e umano, dolce e cospirativo. E’ il memoriale che fa da canto e controcanto e che, combattendo coll’ora,  tiene in vita immagini sacre pur sapendo, il poeta, che la sfida è iniqua, e che dovrà soccombere come tutte le cose legate al terreno. Ma ci prova, arditamente, perché certi affetti non possono morire. Al solo pensiero scalpita, si rattrista, e con impennate liriche riporta alla luce sagome lucenti di sole:  “Forse carezze, nonna, sui tuoi capelli rugosi al tempo del grano e dell'uva nelle fatiche della raccolta?”. Interrogativi, tanti interrogativi a disseminare di dubbi la strada del vivere. Una poesia nuova, questa di Marco, diversa dal suo tracciato ispirativo, più sabiana, più montaliana, meno frastagliata, fatta di suoni e nostalgie, di affetti e saudade, di liriche intrusioni che richiamano il tutto o il nulla di questa nostra breve vicenda:
Forse tutto un sogno o un nulla
di nonni e nonne
che donaste la vita
in magiche scintille di misteri
perpetuanti tra noi.
Onori a Voi!
Nazario Pardini  


DI NONNI E NONNE

Che mi resta di voi?
Forse immagini sconvolte dal vento
che rugge d'amori passioni e tormenti
sepolti nel cimitero bianco?
Forse un tuo bacio sommesso, nonno
seduto sulla panca pencolante?
Forse un cenno al tuo saluto
scosceso su fugaci ricordi di semplici giochi innocenti?
Forse carezze, nonna, sui tuoi capelli
rugosi al tempo del grano e
dell'uva nelle fatiche della raccolta?
Forse una lacrima su quel sentiero
di anime e croci smemorate o quasi?
Forse tutto un sogno o un nulla
di nonni e nonne
che donaste la vita
in magiche scintille di misteri
perpetuanti tra noi.
Onori a Voi!

Marco dei Ferrari